Modello di strategia social media per le aziende vinicole
fabio | lunedì, settembre 28th, 2009 | 3 Comments »Sono una persona che senza modelli, mappe, idee chiare non si muove facilmente. Ross Dawson, il fondatore di Advanced Human Technologies, ha pubblicato un modello di strategia sui social media. Il modello che vedi sopra vale in generale, per cui anche per gli attori del wine business. Te lo spiego in poche parole.
Si parte dal nodo IMPARA, la fase preliminare per un corretto utilizzo dei social media. E’ la fase che io chiamo Formazione e che in realtà consiste nel farsi un’idea di che cosa sono i social media, di case studies, di trend.
Sviluppo della Strategia
Si desiniscono le PRIORITA’ TRA GLI OBIETTIVI: che cosa voglio ottenere dalla mia presenza nei social media? Migliorare la partecipazione del mio cliente? Potenziare la gestione del mio marchio sul vino? Significa lavorare, poi, con AUTORITA’: porre delle regole di azione ben precise, delle policy di comportamento, individuare opportunità e rischi, … Una volta che hai le idee chiare, DEFINISCI LE ATTIVITA‘: cosa faccio all’inizio? E successivamente? Quali sono le piattaforme che utilizzerò? Facebook? Twitter? Blog? Quali sono i tempi?
Engagement
Il lato del rapporto tuo consumatore – tuo brand (vini, servizi, regione, …) si sviluppa parallelamente alla Strategia precedente. Prima ASCOLTA: che cosa si dice di te e della tua area di mercato? Quali sono le comunità di riferimento? E gli influenti? Quali mezzi utilizzerò per monitorare i social media? La fase dell’ascolto è preliminare alla tua PARTECIPAZIONE AL CONFRONTO: intervieni nella conversazione, metti a disposizione contenuti rilevanti che possano aggiungere valore alla comunità, sii vivo e attivo nelle conversazioni che ti riguardano. Quindi, VALUTA E AFFINA: misura i risultati.
Come vedi, il social media marketing, perchè di questo si tratta in fondo, non è poi tanto diverso dal marketing tradizionale, in sostanza: agisci con un obiettivo e alla fine valuti il suo raggiungimento o meno. E’ diverso semmai come viene attuato (strumenti diversi, regole diverse, …). Internet è diventato user friendly, cioè relativamente facile da utilizzare. Chiunque può aprire un blog in pochi passi, gestire una pagina Facebook è semplice, …
Apparentemente. Così come i consumatori hanno dato libero sfogo alle loro idee grazie alla facilità di utilizzo degli strumenti internet, ho l’impressione che lo stesso stia accadendo con diversi produttori di vino: aprono blog, pagine Facebook, profili Facebook, account Twitter perchè è davvero semplicissimo. Ma con quale modello di strategia?
Per scaricare lo schema di strategia social media in formato pdf clicca qui

Ciao Fabio,
anche io quando sono alle prese con lo startup dei progetti che curo non posso fare a meno di razionalizzare e schematizzare per mettere ordine al flusso di idee. Penso che la mappa da te segnalata sia un ottimo punto di partenza per tenere sempre a mente una procedura completa e formalmente corretta, quindi credo che la stamperò in copia multipla
Un aspetto core del processo che in questo post introduci, ma che spesso viene stressato molto meno del dovuto, è quello della definizione di obiettivi strategici nel social media marketing. Senza questo primissimo step infatti ho notato che generalmente la propensione all’abbandono delle attività dopo pochi mesi dall’avvio cresce notevolemente. I risultati mai definiti, mai arrivano.
Tu che ne pensi?
Ciao Daniela, grazie per il tuo feedback. La tua frase “I risultati mai definiti, mai arrivano” è ottima, penso che la rilancerò anche in qualche altro post. La strada da seguire, secondo me, in ogni azione di social media marketing è questa: Audience > Obiettivi > Strategia > Tattiche > Strumenti > Monitoraggio e analisi. In sostanza: cerca di capire dapprima la tua audience, quindi poniti degli obiettivi. Che cosa vuoi che faccia la tua audience nei tuoi confronti? Definito questo step iniziale, come tu dici, viene tutto di seguito. Altrimenti si abbandona certamente, perchè senza risultati nessuno fa niente
PS: dimenticavo. Anch’io credo che quella mappa mentale nel post sia una buona guida, ovviamente da migliorare, sviluppare, adattare, ma penso che contenga gran parte dei punti chiave.