Il Chianti è uno dei vini italiani più conosciuti a livello internazionale. Si tratta di un vino rosso pregiato che viene prodotto in una zona collinare compresa tra le province di Firenze e di Siena. La sua produzione si estende però anche alle province di Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato. Prende il nome dall’area geografica corrispondente che indica, secondo alcuni studiosi, il latino clangor – rumore – per via dei boschi in cui si cacciava un tempo nella zona; secondo altri invece dal più antico etrusco clante – acqua – di cui il sottosuolo locale è particolarmente abbondante.

Il Chianti fu istituito DOC già nel 1967 ed è diventato DOCG nel 1984, dunque è da sempre stato identificato come uno dei vini più caratteristici e unici del territorio italiano.

Le sue origini risalgono alle antichità sebbene soltanto in epoca recente, dal Medioevo in poi, il termine Chianti cominciò ad essere associato al vino prodotto dall’omonimo territorio.

Inizialmente prodotto con il solo vitigno Sangiovese, fu con il Barone Bettino Ricasoli intorno alla prima metà dell’Ottocento che raggiunse la sua combinazione definitiva più universalmente riconosciuta: uve sangiovese al 70%, Canaiolo Nero al 15%, Malvasia lunga al 15%. Tuttavia la maggior parte dei produttori sono tornati oggi ad utilizzare per lo più il solo sangiovese.

Ne è consentita l’immissione al consumo esclusivamente in bottiglie di vetro e può essere considerato Chianti Riserva se sottoposto a un processo di conservazione lungo almeno due anni con una gradazione alcolica minima del 12%.

L’odore del Chianti è intenso, con elementi di mammola, che diventa sempre più lieve e pregiato con l’invecchiamento.

Al gusto è armonico e asciutto, rotondo e leggermente tannico, ideale per secondi piatti a base di carne, meglio ancora se derivata da cacciagione come lepre, porchetta allo spiedo, trippa, bistecca fiorentina. Si serve in calici ballon intorno ai 18 -20°.

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