Il Cirò è un vino calabrese, istituito DOC nel 1990. Presenta varianti in tutti i colori: rosso, rosato e bianco, e deriva da un antico vino di nome “Krimisa”. Il nome Krimisa deriva a sua volta da Cremissa, il nome della colonia greca che un tempo sorgeva dove oggi risiede Cirò Marina. Il Krimisa era offerto ai vincitori delle Olimpiadi antiche: sembra che Milone di Crotone, pluricampione olimpico, ne fosse un grande estimatore. Anche per questo nobile passato, il Cirò è stato il vino ufficiale dei giochi olimpici del 1968 a Città del Messico.
Vediamo ora le caratteristiche di ogni variante.
Il Cirò Bianco si serve in calici ampi a 8-10 °C di temperatura ed è un vino che lega con piatti a base di tonno e pesce spada.
Il Cirò Rosso va servito in calici ballon a 16-18 °C ed è indicato per primi piatti al ragù, carni rosse, formaggi calabresi e la tradizionale ‘nduja.
Il Cirò Rosato, infine, va versato in calici a tulipano di media capacità a 12-14 °C ed è adatto a far compagnia a carni magre, a salumi e formaggi calabresi, e ad alcuni piatti tipici locali come i maccaruni.
Il Cirò rosso e rosato viene prodotto con uve Gaglioppo per almeno il 95%, con Trebbiano toscano e Greco Bianco al 5% massimo.
Il Cirò bianco, invece, viene prodotto con uve Greco Bianco per almeno il 90% con un 10% massimo di Trebbiano toscano.

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