C’è tutto il sole, il colore e l’esuberanza della Spagna in un bicchiere di sangria, la bevanda corposa e profumata conosciuta in tutto il mondo, ma che riporta inesorabilmente, ad ogni sorso, alla sua terra d’origine, ricca di passione e temperamento. Bevuta ed apprezzata ovunque, la sangria accresce il clima di festa su ogni tavola, portando con sé il carattere della terra mediterranea, con un gusto deciso, un profumo aromatico e spesso anche speziato, e il colore, rosso brillante, come quel “sangre”, da cui deriva, appunto, il suo nome.

È una delle bevande simbolo per eccellenza del piacere di stare a tavola in maniera conviviale, tanto che una fresca, anzi fredda, sangria non può mancare se si vuole rendere speciale la serata, magari accompagnata da una paella saporita e coloratissima, perfetto connubio spagnolo, molto apprezzato anche in Italia. Ma quali sono i migliori vini per prepararla, e soprattutto, dobbiamo sempre cercare un vino spagnolo o possiamo approfittare della vasta e ottima gamma dei nostri vini italiani? Vediamo insieme quale suggerimento per la scelta, non senza prima avervi dato la ricetta base per preparala, posto che, comunque, ogni regione, ogni città e, a volte, ogni famiglia, presenta delle varianti personalizzate.

Come si prepara la sangria

Sangria aperitivoTralasciando (ma solo per il momento!) la descrizione di quale sia il miglior vino per la preparazione, concentriamoci sugli altri ingredienti della bevanda, da preparare in un capace contenitore, brocca o boule che sia, che possa poi essere refrigerato e non soffrire di dimensioni troppo modeste. Questo è indubbiamente il primo passo per un’ottima sangria, seguito naturalmente dalla scelta della frutta necessaria per insaporirla. Sono banditi gli obblighi, nel senso che, in realtà, si può aggiungere tutto ciò estro e gusto suggeriscono: non soltanto, quindi, limoni o arance, arricchiti solitamente dal frutto estivo per eccellenza, la pesca, ma si può provare ad inserire frutta dai gusti più intensi e riconoscibili, come fragole, albicocche e pezzetti di ananas. Non sono proibite nemmeno albicocche o banane, più polpose e zuccherine e, dunque, capaci di addensare leggermente, in una sorta di deroga alla ricetta originale.

Volendo, se si amano particolarmente le spezie, è possibile aggiungere un pizzico di cannella o un baccello di vaniglia, e qualche fogliolina di menta. L’infuso va poi lasciato macerare in frigo per qualche ora. Al momento di servirla, l’ideale è filtrarla, per poterne bere solo il vino, ormai aromatizzato, magari con l’aggiunta di un cubetto di ghiaccio. Per chi ama il gusto particolarmente dolce, è consentito un cucchiaino di zucchero per litro, considerando che la frutta, già di per sé, addolcisce parecchio.

Vini più adatti: gli spagnoli

Come abbiamo visto, la ricetta per la preparazione della sangria è davvero semplice, ma c’è comunque un elemento che non può essere scelto a caso: stiamo ovviamente parlando del vino, la base della bevanda, senza la quale non esiste sangria. Essendo un classico spagnolo, abbiamo voluto partire proprio da una selezione di vini di questa terra “caliente”, ed allora ecco qualche consiglio in merito.

Partiamo dal presupposto che non ne esiste uno solo per eccellenza, in quanto ci sono diverse scuole di pensiero a riguardo. Non a caso, molti spagnoli apprezzano, per la preparazione, vini nazionali dai toni intensi e gusti particolarmente corposi, mentre altri li prediligono più freschi e leggeri. Per accontentare un po’ tutti, e mantenere saldo l’orgoglio ispanico, possiamo consigliare, a detta di diversi esperti, tipologie di vino come la Garnacha, un vitigno a bacca rossa, diffuso in tutto il mediterraneo e conosciuto molto bene anche in Francia come Grenache Noir, e in Italia come Cannonau. Le sue origini lo fanno provenire effettivamente però proprio dalla penisola iberica, dove è espressamente chiamato Garnacha Tinta. Si tratta di un vino fresco, molto piacevole, dal gusto fruttato e dalla grande bevibilità che, invecchiato, acquista un sapore ancora più rotondo, prestandosi anche all’appassimento, per la produzione di versioni dolci da dessert.

Altro vino tra i più diffusi in terra spagnola, ottima base per la sangria, è il Tempranillo, dal sapore più deciso. Il vitigno venne portato dai monaci di Cluny, in Borgogna, in pellegrinaggio sul Cammino di Santiago di Compostela. E’ noto come vino da taglio nei Rioja e, con il precedente, è il più importante del nord della Spagna. Possiede poca acidità e, al contrario, un’alta percentuale di tannino, che favorisce l’invecchiamento.

Infine, dobbiamo anche solo citare la versione della “sangria bianca”, meno conosciuta ma molto diffusa in Catalogna e che, ovviamente, sostituisce il vino rosso con quello bianco. Chiamata anche “Clarea”, è apprezzata per aperitivi estivi, e viene preparata principalmente con versioni bianche dei Rioja, ma anche con ottimi Chardonnay o con le bollicine del Cava, il rinomato spumante metodo classico catalano.

Vini più adatti: gli Italiani

Non possiamo certo dimenticare, però, che il nostro Paese è conosciuto nel mondo anche grazie alla sua produzione vinicola eccellente e, dunque, non è difficile scegliere il miglior vino italiano per sangria, pur mantenendo l’originalità del più puro gusto spagnolo. Da Nord a Sud, infatti, sono davvero tante le possibilità con i nostri ottimi rossi italiani, a partire, per esempio, dal rubino Merlot, perfetto per il suo sapore intenso e il colore deciso, caratteristiche organolettiche importanti per la bevanda spagnola. In Italia, il suo vitigno è il sesto più diffuso per estensione, superando addirittura quello del Barbera, altro grande classico, allo stesso modo adatto per la sangria anche grazie al suo gusto fruttato, meglio se nella versione ferma, piemontese. Entrambi questi rossi italiani presentano sentori di rotondità e morbidezza che ben si sposano con l’accostamento della frutta e degli aromi da aggiungervi, tutti e due vellutati, di un bel colore brillante. L’olfatto consente di riconoscere profumi simili ai frutti rossi del sottobosco e ad altre spezie erbose. All’assaggio, risultano vini profondi, persistenti e freschi, perfetti per l’abbinamento con gli altri ingredienti.

Una nota briosa la regala invece il Lambrusco, con le sue frizzanti bollicine, per una sangria un po’ più originale ma non per questo meno piacevole, anzi! Vino schietto, sincero, può essere utilizzato anche nella sua versione amabile, un po’ come il suo “parente stretto” Sangiovese, entrambi provenienti dalla stessa terra emiliano romagnola. Ma è forse nel Cannonau, il fraterno vitigno sardo dello spagnolo Garnacha, che la sangria trova in un vino italiano la sua espressione più simile, con quel suo sentore di frutta rossa, dalla spiccata aromaticità, perfetta per l’occasione.

Aglianico, Primitivo di Manduria, Refosco e persino un prezioso Amarone sono altri vini italiani ottimi per esaltare la preparazione della sangria che per l’occasione, a questo punto, potrebbe essere abbinata ad un buon piatto di spaghetti, per bilanciare la parità di gusti e tradizioni enogastronomiche di due fra i più solari paesi del Mediterraneo.

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