Posts Tagged ‘case study’

Come non dovresti comportarti su Facebook: il caso del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino

fabio | novembre 24th, 2009 | 2 Comments »

facebook_brunello

In un post precedente avevo citato la fan page Brunello di Montalcino su Facebook. Nella sua sezione “Info”, c’è scritto:

  • Sito Web: http://www.consorziobrunellodimontalcino.it
  • Descrizione compagnia: Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino è nato nel 1967 all’indomani del riconoscimento della D.O.C., come libera associazione fra i produttori, intenzionati a tutelare il loro vino il cui prestigio sempe più andava affermandosi. Il Consorzio del Vino Brunello di Montalcino ha rappresentato in questi anni uno strumento di scrupolosa e responsabile autodisciplina, inoltre ha sollecitato un coagulo fra aziende vecchie e nuove, piccole e grandi, così che le consolidate e sagge abitudini sono diventate una comune strategia per il successo qualitativo.
  • Prodotti: Brunello di Montalcino, Rosso di Montalcino, Moscadello di Montalcino, Sant’Antimo

La prima volta che ho visto questa pagina, qualche mese fa, leggendo queste info pensai fosse una pagina ufficiale del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino. Così, ripeto, l’avevo segnalata nel post in cui ho fatto l’elenco striminzito di tutte le aziende vinicole italiane che sono presenti su Facebook attraverso una fan page

Una lettrice del blog che è anche una produttrice di Brunello, molto attenta alle nuove tecnologie, a leggere la notizia che il Consorzio era presente su Facebook è rimasta colpita (dopotutto, quello che fa il Consorzio tocca molto da vicino i produttori della zona, no?). Ha telefonato al Consorzio per avere conferma dell’ufficialità della fan page che, però, puntualmente non è arrivata: la fan page non è del Consorzio, loro non ne sanno niente. La produttrice di brunello me lo ha riferito, ho richiamato anche io per ulteriore conferma: la fan page non è del Consorzio, loro non ne sanno niente. E pensare che è una fan page che aggrega ben 20.000 fan.

fan_stream_brunello

Perchè, secondo me, non dovresti comportarti in questo modo su internet?

La gente (consumatori) è già su internet e parla di te

Il fatto che il Consorzio non abbia aperto un canale ufficiale di comunicazione su Facebook, ha fatto sì che perdesse tempo prezioso (a mio avviso, poi, vista l’importanza di questo vino nel mondo, il Consorzio Brunello sarebbe dovuto essere un passo avanti rispetto agli altri consorzi italiani). Su Facebook milioni di utenti danno vita a fan page sui loro prodotti preferiti e questo ne è un caso. Non averlo fatto ufficialmente significa aver lasciato parte della gestione del proprio brand ad altri, in questo caso ai soli consumatori.

Dovai fare maggiori sforzi nel futuro

Il fatto che esista già una fan page con 20.000 fan con il nome Brunello di Montalcino comporta che diventa più difficile emergere con una nuova fan page con lo stesso nome, qualora il Consorzio volesse aprire un canale di questo tipo. Cercando Brunello di Montalcino nel modulo ricerca di Facebook, appaiono solo due pagine fan: quella della quale stiamo parlando e quest’altra, molto più scarna. Dove volete che si iscrivi la gente? Su quella che ha più fan, ovviamente.

Facebook è importante

E chi dice il contrario mi sembra sia caduto dalle nuvole. E’ importante perchè in questo caso ben 20.000 utenti hanno volontariamente cliccato quel tasto magico “Diventa fan” per entrare in contatto con il Brunello di Montalcino. Una massa di potenziali consumatori che il Consorzio avrebbe potuto/dovuto controllare direttamente e invece non lo ha fatto.

Importanza dei social media per i consorzi

Una mia convinzione che sta maturando ultimamente è che i social media possano avere un grande effetto se utilizzati dai Consorzi. Questo perchè a livello Consorzio si dispone di più risorse, più budget, più persone, più conoscenze. Inoltre, ci sono anche molte più storie da raccontare ai consumatori, tanto da pianificare a lungo termine strategie di contenuti e di conversazione.

Riassumo per punti perchè su Facebook non devi comportarti come questo esempio

  • Perchè devi essere tu a controllare almeno parte del tuo brand online
  • Perchè la gran parte delle conversazioni sul tuo brand devi crearle, svilupparle, veicolarle e monitorarle nei tuoi spazi online, non in altri spazi
  • Perchè devi agire subito, prima che gran parte della conversazione su di te sia fatta da altri
  • Perchè ci sono migliaia di utenti disposti a seguirti (diventare fan). I 20.000 fan della pagina Brunello di Montalcino possono essere una piccola Ferrari a tua disposizione

Gli altri punti li aggiungi tu

Se si comunica bisogna accettare il fatto che c’è qualcuno che risponde

fabio | ottobre 13th, 2009 | 4 Comments »

Durante la Vinix Unplugged Open Conference organizzata da Filippo Ronco il giorno prima di TerroirVino 2009 a Genova, uno dei migliori wine blogger italiani ha presentato un argomento che ho filmato tutto e messo su Youtube. Il wine blogger è Gianpaolo Paglia, che si caratterizza principalmente per essere un produttore di vini: Poggioargentiera. Gianpaolo utilizza internet, ha un blog che aggiorna costantemente. Non voglio parlare tanto della tecnologia, questa volta, bensì del nuovo modo di intendere internet dal punto di vista più strettamente comportamentale, quindi strategico.

Nel video precedente hai visto la prima parte della sua presentazione: il tasting panel di Poggioargentiera. Si tratta di una serie di invii di bottiglie di vino a determinate persone, affinchè queste parlino di esse in maniera del tutto trasparente e si creino un’idea sul prodotto.

Tu scrivi quello che ti pare, lasci un tuo commento, lasci una testimonianza che io inserisco sul mio sito affinchè l’utente che vi arriva possa leggere quello che gli altri pensano dei miei vini e di quello che faccio io.

E’ una sorta di content marketing: dare infomrazioni al potenziale cliente, informazioni che sono del tutto trasparenti perchè prodotte da terzi, non dalla stessa azienda vinicola. E’ un po’ quello che vogliamo tutti noi come consumatori, ci fidiamo più degli altri consumatori che della stessa azienda produttrice. Non a caso, quando vogliamo acquistare qualcosa, è probabile che andiamo su Google e iniziamo una ricerca sull’oggetto o sul servizio. Quindi, capiteremo sul sito internet del produttore (è probabile), ma nella maggior parte dei casi ci faremo un’idea di quello che pensano altre persone che lo hanno già consumato. Dove troveremo queste informazioni? Nei forum, sui blog, in qualche suggerimento su Facebook, e così via.

Rischio
C’è il rischio che aprendosi all’esterno in questo modo, qualcuno parli male di te: la conversazione e le opinioni degli altri non le puoi controllare. Ma non è tutto così negativo, anzi.

Opportunità
Poniamo il caso che tutti parlano bene di te: c’è qualcosa che non va, ovviamente (non vi sembra come se fosse un’informazione costruita?). Si deve accettare la possibilità che a qualcuno il mio prodotto non piaccia, è normale. L’apertura alle critiche è fondamentale. Un rischio maggiore è quando in molti parlano male di te e del tuo prodotto. Anche qui, non è del tutto negativo: è probabile ci sia qualcosa che non va nel tuo prodotto.

Indipendentemente da quale tipo di feedback avrai, aprirti alla conversazione con gli altri potrebbe essere positivo perchè disporrai in futuro di una serie di opinioni, recensioni, pareri, suggerimenti fatti da persone che sono i tuoi consumatori, in tutta trasparenza. Seguendo questa massima:

Se si comunica bisogna accettare il fatto che cè qualcuno che risponde.

Alla fine del suo intervento sono partite una serie di domande (molte più di quante ne abbia ricevute io con la mia presentazione) che trovi nel video seguente, ti consiglio di ascoltarle: con quale cadenza fai il tasting panel? Quante persone sono coinvolte? Quali sono i costi? Tutto questo, poi, cosa comporta come ritorni economici?

Conclusioni
Apertura e trasparenza: sono due concetti fondamentali per ogni attività di internet marketing. All’interno dei social media non puoi essere falso, non puoi fare i doppigiochi, non puoi cancellare cose che non ti piacciono.Questi modi di operare, ti porteranno ad avere quanto meno due risultati:

- Feedback: avrai dei feedback veri, onesti, anch’essi trasparenti. Un giudizio sui tuoi vini fatto da un giornalista, non sarà mai come quello di un consumatore che magari di vino non ne capisce molto, ma ha solo un’esperiza minima. Pensa un attimo quando avrai a disposizione centinaia di parere sul tuo prodotto: è già questa una piccola ricerca di marketing, vero?

- Diffusione del tuo brand: il fatto di aprirti attraverso un tasting panel, ad esempio, oppure attraverso altre metodologie, porta a creare una conversazione maggiore sul tuo brand e i tuoi prodotti, la gente ne discuterà sui loro blog e social network vari. Il che significa che stai circolando sulla rete in maniera vera piuttosto che con comunicati stampa o altre attività del genere calate dall’alto e verso le quali i consumatori sono ormai abbastanza diffidenti. Ricorda:

La conversazione c’è già suoi tuoi vini, piuttosto che farla andare in giro, cerco di crearla nel mio cortile di casa: parlatene se volete, come volete e cercate di parlare dentro il mio sito

La magia dei social media non è tanto quello che accade all’interno dei social media, bensì quello che accade fuori di essi a causa di essi. La frase l’ho tratta dalla slide che segue che ti invito a sfogliare per comprendere meglio l’argomento e le sue potenzialità.