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	<title>VinoPR &#187; comunicare su internet</title>
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	<description>Internet Marketing per il Wine Business</description>
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		<title>Evita la strategia di comunicazione &#8216;ndo cojo, cojo</title>
		<link>http://www.vinopr.it/2009/09/evita-la-strategia-di-comunicazione-ndo-cojo-cojo/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 13:13:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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		<description><![CDATA[A Roma &#8216;ndo cojo, cojo significa &#8220;a casaccio&#8221;. Ma il concetto è diffuso in tutta Italia, in gran parte delle aziende vinicole italiane, sembra sia una vera e propria strategia. Si tratta di mandare comunicati stampa nel mucchio, cioè a tutti gli indirizzi di cui si dispone.
Strategia &#8216;ndo cojo, cojo
Funziona così: alcune agenzie di comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-57 alignleft" title="carta_macero_riciclo" src="http://www.vinopr.it/wp-content/uploads/2009/09/carta_macero_riciclo.jpg" alt="carta_macero_riciclo" width="300" height="225" />A Roma <em>&#8216;ndo cojo, cojo</em> significa &#8220;a casaccio&#8221;. Ma il concetto è diffuso in tutta Italia, in gran parte delle aziende vinicole italiane, sembra sia una vera e propria strategia. Si tratta di mandare comunicati stampa nel mucchio, cioè a tutti gli indirizzi di cui si dispone.</p>
<p><strong>Strategia &#8216;ndo cojo, cojo</strong><br />
Funziona così: alcune agenzie di comunicazione &#8220;sparano una raffica di mail a un indirizzario di giornalisti (che non sa come si siano procurate nel rispetto delle leggi sulla privacy). Un clic ed ecco che centinaia di e-mail partono immediatamente. Sicché ti arrivano una serie di lettere spedite a destinatario sconosciuto&#8221;.</p>
<p>Beppe Servegnini dice che questo genere di e-mail sono di quelle che si buttano senza nemmeno aprirle: cestinate. [<a href="http://webwinefood.corriere.it/2009/09/ndo_cojo_cojo_la_nuova_strateg.html">fonte: Francesco Arrigoni del Corriere della Sera</a>]</p>
<p><strong>Perchè questa strategia non funziona</strong>?<br />
E&#8217; una strategia che può essere paragonata allo <em>spam</em>. Personalmente, dalla mia esperienza di gestore del wine blog <a href="http://vino24.tv/">Vino24</a>, ti dico che cestino la quasi totalità di comunicati stampa che mi arrivano via email. Ti ritrovi centinaia di parole che elogiano la tale azienda, le tali bottiglie, il tale evento, in una sorta di autocelebrazione. Cosa può importare una notizia del genere a me e ai miei lettori? Niente.</p>
<p>Inoltre, non funziona anche perchè è una <em>strategia da media tradizionali applicata ai nuovi media</em>. Su internet l&#8217;interlocutore dell&#8217;agenzia (e quindi dell&#8217;azienda vinicola che si è affidata ad essa) è diverso ed è composto da decine di sfumature: non ho a che fare solo con giornalisti, per intenderci, ma anche con blogger (che giornalisti di solito non sono), con appassionati che magari gestiscono siti sul vino molto influenti, &#8230; Con questi interlocutori non posso comunciare con un comunicato stampa.</p>
<p>Internet non è fatto di messaggi uguali e standard per tutti. Internet non è fatto solo di testo, bensì di immagini, video, audio, conversazioni, partecipazioni, &#8230; Il <em>comunicato stampa &#8216;ndo cojo, cojo</em>, invece, è proprio fatto di messaggi uguali e standard per tutti e di solo testo.</p>
<p><strong>Riassumo brevemente il concetto: perchè non utilizzare la strategia di comunicazione &#8216;ndo cojo, cojo?</strong><br />
1. Perchè è considerata come spam dagli interlocutori di internet, quindi viene cestinata (vedi foto di apertura)<br />
2. Perchè è un messaggio standard e uguale per tutti, mentre su internet si può e si deve personalizzare la comunicazione in base alle proprie audiences. Come? Creando un database di contatti, categorizzato per categorie di interlocutore.<br />
3. Perchè è impersonale, mentre gli utenti vogliono vedere la persona che c&#8217;è dietro ed eventualmente aprire una conversazione<br />
4. Perchè è solo testo, mentre su internet si possono e si devono utilizzare anche e soprattuto altri strumenti: video, podcast, immagini, &#8230;<br />
5. Perchè non permette livelli di misurazione dell&#8217;efficacia: invio il messaggio e poi?<br />
6. Perchè sono gli stessi tuoi interlocutori a dirtelo che non vale la pena di attuare questa strategia. Leggi <a href="http://webwinefood.corriere.it/2009/09/ndo_cojo_cojo_la_nuova_strateg.html">qui</a> e <a href="http://vinoalvino.org/blog/2009/09/al-consorzio-del-brunello-la-trasparenza-continua-ad-essere-un-optional.html">qui</a></p>
<p><strong>Soluzione</strong><br />
Se proprio devi inviare comunicati stampa su internet, questi si chiamano SMPR, cioè <em>Social Media Press Release</em>. Argomento di un prossimo articolo sempre su questo blog.</p>
<p>Foto | <a href="http://www.flickr.com/photos/orphanjones/427193721/">orphanjones</a></p>
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