Posts Tagged ‘marketing del vino’

Come Giordano Vini utilizza internet e i social media

fabio | marzo 16th, 2010 | 8 Comments »

giordano_vini_cantina

Alcuni mesi fa ho avuto il piacere di conoscere Marco Prando, Web Marketing & E-commerce Manager di Giordano Vini, azienda piemontese, una della maggiori realtà vinicole italiane, leader nella vendita diretta di vini in Italia e in diversi stati europei come Germania, Austria, Svizzera, Regno Unito, Olanda. Ho notato che negli ultimi mesi l’azienda ha potenziato la sua presenza online, il che mi ha incuriosito. Ho contatto Marco per un breve scambio di email su come Giordano Vini sta utilizzando internet oggi, da Twitter ai video online, da Facebook alle vendite online. Ne sono venute fuori queste risposte che suggerisco vivamente di leggere per capire come ci si approccia in maniera seria al web nel settore del vino.

Ciao Marco, ho notato negli ultimi mesi che Giordano Vini ha introdotto delle novità su internet, tipo Facebook, Twitter, Youtube. Che cosa state pianificando?
Ti confermo che stiamo utilizzando Facebook, Twitter e Youtube in Italia (o meglio in lingua italiana) e che è nostra intenzione continuare ad utilizzare ed eventualmente estendere ad altre nazioni in cui le nostre cantine sono presenti con la vendita diretta l’utilizzo di questi o altri social media. E’ un tipo di comunicazione in cui crediamo e crediamo che, se utilizzata nel modo corretto, possa aiutare parecchio la crescita della quota di vendite on line realizzate dalla nostra azienda ma che ne possano beneficiare certamente anche le vendite offline.

Come usate la pagina FB? Credete in questo strumento?
Utilizziamo la nostra pagina per presentare i nostri vini, magari accompagnando la presentazione con una video degustazione, per comunicare ai nostri iscritti eventi legati alle nostre cantine o al nostro territorio, per comunicare alcuni riconoscimenti ottenuti dai nostri vini, ma soprattutto la utilizziamo per dialogare con i nostri fans, con i nostri clienti; abbiamo deciso di lasciare “aperta” la pagina ad ogni commento da parte dei fans e come potrete vedere i commenti ai nostri vini, alle nostre cantine sono ormai centinaia e crescono di giorno in giorno.

Cerchiamo in linea di massima di dare una risposta a ciascun commento ma cerchiamo soprattutto di dare una risposta rapidissima (solitamente mai oltre le 12 ore, ad esclusione del fine settimana) ad eventuali segnalazioni di problemi; ci siamo resi conto che anche la critica più pungente se gestita in tempi brevi viene risolta spessissimo nel migliore dei modi, l’utente che prima pareva essere arrabbiatissimo ci risponde in toni cordiali, spesso lui stesso cancella la critica (cosa che noi non abbiamo MAI fatto!) o condivide con tutti la risposta ricevuta dall’azienda complimentandosi per la professionalità.

Quando abbiamo creato la pagina e abbiamo deciso di renderla aperta ad ogni commento da parte dei fans avevamo il timore che la pagina si sarebbe potuta riempire di commenti poco educati o di commenti di persone che, a ragione o a torto, avrebbero segnalato magari in modo scortese qualche problema avuto con le nostre cantine; in realtà, come tutti voi potrete vedere, abbiamo scoperto giorno dopo giorno, con grande piacere, che moltissimi scrivono per fare i complimenti ai nostri prodotti e che la maggior parte di chi ha segnalato qualche anomalia lo fa con grande educazione e spirito costruttivo. Accogliamo con piacere le critiche se costruttive e le utilizziamo come stimolo per migliorarci.

E come usate Twitter? Credete in questo strumento?
Al momento non stiamo considerando Twitter strategico quanto FB e Youtube nell’ambito della comunicazione sui social network in Italia questo poichè almeno nella nostra nazione Twitter non è ancora così diffuso; non vuol dire che non lo consideriamo interessante, nei giorni scorsi abbiamo creato il nostro account Twitter GiordanoWineUS per il mercato USA ma, anche per questione di tempo a disposizione, stiamo dando precedenza a FB e YouTube. Quando approcceremo in modo strategico i social media anche all’estero il mix potrebbe cambiare.

Avete intenzione di puntare anche sui video, da quanto capisco. Ne ho visti già diversi di Andrea Morra su Youtube

Si, abbiamo realizzato diverse video degustazioni di nostri vini con Andrea Morra, il responsabile della nostra produzione. Ci faceva piacere che a parlare dei nostri vini fosse “uno di noi”, una persona che nelle cantine ci lavora e ci passa le giornate, che i nostri vini li conosce perchè li crea; spesso sul nostro sito o sulle nostre newsletter accompagniamo la proposta di un vino con una video degustazione ed è nelle nostre intenzioni puntare ancora sui video, specialmente all’estero. Abbiamo, infatti, intenzione di realizzare altre video degustazioni in lingua inglese.

In generale, avete dei dati sui quali fare dei ragionamenti e trarre delle conclusioni: internet serve? Vende? Oppure è ancora troppo presto per sbilanciarsi?
Siamo un’azienda che fa vendita diretta e che è da sembre abituata a ragionare su dati precisi. Ti posso per questo rispondere che internet serve, e serve anche a vendere e non solo a comunicare. Serve a comunicare perchè l’utilizzo, ad esempio, dei social media ti da la possibilità di parlare di te e di far parlare della tua azienda con costi tutto sommato contenuti rispetto ad altre attività di comunicazione e serve anche per vendere e questa ultima affermazione te la posso fare supportata dai dati di crescita importante delle nostre vendite on line negli ultimi anni, specialmente nel 2009, e dai primissimi mesi del 2010

Interessante. Puoi fare qualche esempio?
Ti farò un esempio molto semplice di un’attività web attualmente in corso che sta traendo benefici dalla sinergia con l’attività sui social media, ossia la nostra campagna di acquisizione nuovi clienti, tutt’ora in corso. Per generare traffico su una landing page all’interno del nostro sito utilizziamo tutti i “classici” strumenti che internet ci mette a disposizione: acquisto di spazi tradizionali su siti di diverso tipo, keyword advertising, affiliazione, noleggio di indirizzi email…tutto questo per generare traffico su queste pagine che poi, si spera, si possa trasformare in acquisto.

Quando una persona, che non conosce Giordano, arriva su quella pagina sicuramente valuterà la bontà della proposta dal punto di vista del prezzo e del prodotto e deciderà se acquistarla o meno. Se nell’ambito di quella pagina lascio lo spazio, e noi l’abbiamo fatto, per un collegamento con la nostra pagina su Facebook certamente darò la possibilità a chi ancora non ci conosce di leggere cosa pensano di noi centinaia di persone che, prima di lui, hanno deciso di darci fiducia e, se come è nel nostro caso i commenti sono spesso positivi, ecco che se c’era interesse ed intenzione di acquistare questo non può che essere confermato e rafforzato.

Noi sosteniamo che i social media non servano forse in modo così puntuale (almeno non per ora) a vendere direttamente ma che siano fondamentali per informare una persona in merito alla bontà o meno di un prodotto presentato; un modo di informare diverso perchè fatto solo “parzialmente” dall’azienda ed in gran parte da persone comuni che conoscono l’azienda perchè ne sono stati clienti.

Quel prodotto da noi lo potranno acquistare direttamente anche dal sito perchè facciamo ecommerce, da altre aziende magari nello scaffale di un supermercato, di un’enoteca o dalla lista di un ristorante ma è ragionevole pensare che se di un prodotto “sento parlare” bene da tante altre persone io sia poi invogliato ad acquistarlo preferendolo ad un altro che non conosco o che conosco solo per averne sentito parlare dalla pubblicità “tradizionale”

Possibili sviluppi futuri?
Penso di averti risposto a questo puntò già tra le righe nei punti precedenti, per quanto ci riguarda ci piacerebbe applicare l’utilizzo dei SM in tutte le nazioni in cui siamo presenti con il nostro prodotto. Per quanto riguarda gli obiettivi web della nostra azienda per il 2010 sicuramente consolidare la base clienti on line e l’ampliamento della stessa tramite attività di acquisizione, appena iniziata ed ovviamente ancora in corso ma che sta dando risultati interessanti …

Da qui in poi scrivo io, Fabio
Intendevo, in tutta sincerità, fare delle considerazioni finali ma penso che Marco è stato fin troppo chiaro. I social media, i social network e l’utilizzo intelligente di internet in genere, danno dei risultati in termini di reputazione, prima di tutto. Poi, anche di vendite: è una conseguenza (o può esserlo). Non ci sono ancora molti esempi lungimiranti in Italia nel settore vino, ma già un’intervista come quella che avete appena letto non era pensabile un anno fa. Segno dei tempi che stanno cambiando …

Nuove regole e nuovi leader per il vino?

fabio | marzo 9th, 2010 | No Comments »

“Fare una campagna di comunicazione sui Social Media non deve essere una scorciatoia per una visibilità a basso costo, ma il riconoscimento di nuovi stakeholder e nuove regole di potere tra l’azienda e i consumatori. Solo allora le campagne funzionano davvero” [fonte: Marco Massarotto]

Tu, produttore di vino, e tu, ufficio marketing di un’azienda vinicola: ragioni in questo modo? Sei un leader vincente in questa nuova società? Dai un’occhiata alla slide sotto.

Presentazione online sui nuovi media e il vino

fabio | novembre 27th, 2009 | No Comments »

New Media and Wine

Quello che stai vedendo, o hai visto, sopra è un documento di VinTank sui nuovi media e il vino.

La situazione oggi in pillole
- Il 66% della popolazione internet globale visita i social network (Nielsen)
- I social network sono la quarta attività più popolare su internet, prima delle email e del PORNO (Nielsen)
- Il 75% dei consumatori indica il “Passaparola” (Word of Mouth) come la prima fonte di influenza nell’acquisto (Nielsen)
- Il 71% dice di condividere con altri raccomandazioni (prodotti, servizi, ristoranti) su interent, quasi ogni mese (Razorfish 2009)
- Ogni giorno vengono creati 75.000 nuovi blog, aggiornati con oltre 1,2 milioni di post al giorno, cioè 18 ogni secondo (Technorati)
- Il 25% dei risultati che appaiono sui maggiori motori di ricerca relativamente ai 20 brand più grandi del mondo si trovano nei Consumer Generated Media (Qualman)

Tanto che lo stesso Rupert Murdoch afferma: “La tecnologia sta spostando il potere dagli editori, dai publisher, dall’establishment e dai media direttamente alla gente”

Che cosa significano i nuovi media per il settore del vino
Secondo gli autori (anche secondo me) sono un abbinamento perfetto: la gente parla di un vino sui nuovi media pubblicando delle recensioni, quindi raccomandazioni. Si possono generare delle community. Si può costruire una certa reputazione e instaurare dei rapporti di fiducia diretta brand/consumatore. Il mondo dei nuovi media sul vino è ormai già ben consolidato

Wine Blog
Presi insieme i wine blogger rappresentano un’audience più grande di quella di Winespectator.com. Ogni anno producono 30.000 recensioni di vini online. I wine blog sono oltre 1.000.

Wine Industry noise
+ di 40 social network sul vino
+ di 50 applicazioni iPhone sul vino
+ di 200 portali sul vino

Dove dovresti essere presente?
Facebook, Twitter, Youtube, Linkedin, Flickr, Yelp. In altre parole, pesca laddove ci sono i pesci! Lo sai, ad esempio, che CellarTracker ha circa 86.000 utenti con oltre 1.000.000 di tasting notes? Oppure che Vinfolio ha più di 50.000 utenti e circa 32.000 tastning notes? Oppure che Snooth ha appena superato i 250.000 utenti?

Sono realmente efficaci questi nuovi media?
Il documento presenta l’esempio della campagna di Obama, che ha creato un network online composto da questi servizi principali: Mybo.com, Facebook, Widgets, Email, Barack TV, Social Networks, Outreach, Twitter e Mobile. Durante la raccolta fondi è riuscito a ricevere online ben 150 milioni di dollari, coinvolgendo 632.000 piccoli donatori. Ma questo è un esempio che non c’entra nulla con il settore del vino, però.

Sono realmente efficaci questi nuovi media nel settore del vino?
Prendiamo l’esempio di Gary Vaynerchuk: ha 850.000 follower su Twitter, 90.000 visitatori al giorno su Wine Library TV, migliaia di libri venduti, 80 milioni di dollari di fatturato, circa metà del quale online. Secondo te? Dai un’occhiata anche all’esempio di Murphy-Goode, oppure a PinotBlogger. Quest’ultimo è un blog gestito da Josh Hermsmeyer che sta per avviare una sua winery: ha iniziato già da tempo a essere presente nei social media, adesso ha 5.000 followers su Twitter e più di 1.200 indirizzi nella sua mailing list.

Leggi le ultime pagine che spiegano se questi nuovi media valgono o meno anche nel settore del vino e fammi sapere la tua.

Se si comunica bisogna accettare il fatto che c’è qualcuno che risponde

fabio | ottobre 13th, 2009 | 4 Comments »

Durante la Vinix Unplugged Open Conference organizzata da Filippo Ronco il giorno prima di TerroirVino 2009 a Genova, uno dei migliori wine blogger italiani ha presentato un argomento che ho filmato tutto e messo su Youtube. Il wine blogger è Gianpaolo Paglia, che si caratterizza principalmente per essere un produttore di vini: Poggioargentiera. Gianpaolo utilizza internet, ha un blog che aggiorna costantemente. Non voglio parlare tanto della tecnologia, questa volta, bensì del nuovo modo di intendere internet dal punto di vista più strettamente comportamentale, quindi strategico.

Nel video precedente hai visto la prima parte della sua presentazione: il tasting panel di Poggioargentiera. Si tratta di una serie di invii di bottiglie di vino a determinate persone, affinchè queste parlino di esse in maniera del tutto trasparente e si creino un’idea sul prodotto.

Tu scrivi quello che ti pare, lasci un tuo commento, lasci una testimonianza che io inserisco sul mio sito affinchè l’utente che vi arriva possa leggere quello che gli altri pensano dei miei vini e di quello che faccio io.

E’ una sorta di content marketing: dare infomrazioni al potenziale cliente, informazioni che sono del tutto trasparenti perchè prodotte da terzi, non dalla stessa azienda vinicola. E’ un po’ quello che vogliamo tutti noi come consumatori, ci fidiamo più degli altri consumatori che della stessa azienda produttrice. Non a caso, quando vogliamo acquistare qualcosa, è probabile che andiamo su Google e iniziamo una ricerca sull’oggetto o sul servizio. Quindi, capiteremo sul sito internet del produttore (è probabile), ma nella maggior parte dei casi ci faremo un’idea di quello che pensano altre persone che lo hanno già consumato. Dove troveremo queste informazioni? Nei forum, sui blog, in qualche suggerimento su Facebook, e così via.

Rischio
C’è il rischio che aprendosi all’esterno in questo modo, qualcuno parli male di te: la conversazione e le opinioni degli altri non le puoi controllare. Ma non è tutto così negativo, anzi.

Opportunità
Poniamo il caso che tutti parlano bene di te: c’è qualcosa che non va, ovviamente (non vi sembra come se fosse un’informazione costruita?). Si deve accettare la possibilità che a qualcuno il mio prodotto non piaccia, è normale. L’apertura alle critiche è fondamentale. Un rischio maggiore è quando in molti parlano male di te e del tuo prodotto. Anche qui, non è del tutto negativo: è probabile ci sia qualcosa che non va nel tuo prodotto.

Indipendentemente da quale tipo di feedback avrai, aprirti alla conversazione con gli altri potrebbe essere positivo perchè disporrai in futuro di una serie di opinioni, recensioni, pareri, suggerimenti fatti da persone che sono i tuoi consumatori, in tutta trasparenza. Seguendo questa massima:

Se si comunica bisogna accettare il fatto che cè qualcuno che risponde.

Alla fine del suo intervento sono partite una serie di domande (molte più di quante ne abbia ricevute io con la mia presentazione) che trovi nel video seguente, ti consiglio di ascoltarle: con quale cadenza fai il tasting panel? Quante persone sono coinvolte? Quali sono i costi? Tutto questo, poi, cosa comporta come ritorni economici?

Conclusioni
Apertura e trasparenza: sono due concetti fondamentali per ogni attività di internet marketing. All’interno dei social media non puoi essere falso, non puoi fare i doppigiochi, non puoi cancellare cose che non ti piacciono.Questi modi di operare, ti porteranno ad avere quanto meno due risultati:

- Feedback: avrai dei feedback veri, onesti, anch’essi trasparenti. Un giudizio sui tuoi vini fatto da un giornalista, non sarà mai come quello di un consumatore che magari di vino non ne capisce molto, ma ha solo un’esperiza minima. Pensa un attimo quando avrai a disposizione centinaia di parere sul tuo prodotto: è già questa una piccola ricerca di marketing, vero?

- Diffusione del tuo brand: il fatto di aprirti attraverso un tasting panel, ad esempio, oppure attraverso altre metodologie, porta a creare una conversazione maggiore sul tuo brand e i tuoi prodotti, la gente ne discuterà sui loro blog e social network vari. Il che significa che stai circolando sulla rete in maniera vera piuttosto che con comunicati stampa o altre attività del genere calate dall’alto e verso le quali i consumatori sono ormai abbastanza diffidenti. Ricorda:

La conversazione c’è già suoi tuoi vini, piuttosto che farla andare in giro, cerco di crearla nel mio cortile di casa: parlatene se volete, come volete e cercate di parlare dentro il mio sito

La magia dei social media non è tanto quello che accade all’interno dei social media, bensì quello che accade fuori di essi a causa di essi. La frase l’ho tratta dalla slide che segue che ti invito a sfogliare per comprendere meglio l’argomento e le sue potenzialità.

Intervista a Michael Wangbickler, Executive Director della Academy of Wine Communications

fabio | ottobre 5th, 2009 | No Comments »

MIKE_sm.jpg.scaled.1000Pochi giorni fa ho avuto uno scambio di opinioni con Michael Wangbickler, l’Executive Director della Academy of Wine Communications, un’associazione californiana che si occupa di raggruppare gli esperti di pubbliche relazioni e marketing nel settore del vino. L’associazione è stata fondata nel 1994 con lo scopo di sviluppare questo settore: dalla scrittura sul vino alla copertura dei temi sul vino all’interno dei media, dalla creazione di un network di persone competenti alla discussione sulle ultime novità nel campo del marketing e della comunicazione.

Ultimamente il sito internet dell’associazione era stato un po’ trascurato. Ci ero passato diversi mesi fa e non ci ero più tornato. Alcune settimane fa, invece, mi ci sono imbattuto per caso e ho visto il nuovo look, con alcune caratteristiche importanti dal punto dei vista dei social media. Che cosa è successo? Ho contattato Michael, e il resoconto è l’intervista che segue, che ho pubblicato prima sul mio Posterous qui. Ci dice delle cose interessanti.

Ciao Michael. Ho visto il nuovo sito internet della Academy of Wine Communications. Mi sembra sia completamente diverso da quello precedente. Quali sono i cambiamenti principali?
Uno degli obiettivi principali, non appena ho preso la gestione della Academy of Wine Communications all’inizio di quest’anno, è stato quello di traghettare l’associazione nel ventunesimo secolo e renderla “rilevante” per i professionisti della comunciazione del vino. Sebbene il vecchio sito internet era pertinente (conteneva informazioni basilari sulla AWC), era comunque una comunicazione a una dimensione e poco interattivo. Con l’avvento, tutto recente, dei social media si è aperto un nuovo mondo di possibilità. E’ nostra intenzione rendere il nuovo sito internet una fonte di risorse e informazioni interattiva, disponibile a tutti gli interessati. La nostra speranza è che diventi un punto di incontro non solo per i professionisti del marketing e della comunicazione del vino, ma anche per i produttori, i venditori, … Inoltre, vogliamo diventare una risorsa anche per gli scrittori, i blogger, i giornalisti e i media in generale.

Una delle caratteristiche chiave: la possibilità di far parte dell’associazione per accedere agli eventi online. Probabilmente, la novità più interessante è la sezione delle risorse, con una wine PR directory in cui ogni professionista può aggiungersi. Ma c’è di più: il forum degli utenti; offerte lavoro; link a pubblicazioni del settore; immagini delle attività della AWC; video. In futuro aggiungeremo anche i whitepapers, i case studies e un blog.

E’ davvero interessante. Questi cambiamenti riflettono anche una trasformazione generale del settore della comunicazione del vino? Cioè, stiamo vivendo un periodo davvero rivoluzionaro se parliamo di marketing del vino, PR, …
Sì, in effetti stiamo vivendo un periodo rivoluzionario. Il mondo della comunicazione del vino si sta evolvendo. Il cambiamento è a due vie. 1) Con le pubblicazioni cartacee che tagliano sui dipendenti o chiudono del tutto, i wine writers stanno muovendo verso attività quasi esclusivamente online. 2) Una nuova generazione di wine blogger è emersa e sta avendo un grande impatto su come i consumatori prendono informazioni sul vino. La critica del vino non è più opera di alcuni critici, lo dice anche Mike Steinberger in un aricolo recente su Slate [ripreso da Intravino in Italia]

Dove ci porta tutto ciò? Difficile da dire. Adesso, piuttosto che focalizzarsi su una lista di 10-20 magazine e giornalisti del vino, come abbiamo fatto in passato, dobbiamo interagire con centinaia di individui. Può essere un’impresa scoraggiante.

Perchè dovrei iscrivermi alla AWC? Lo suggerisce anche Tom Wark, ma quali sono i benefici reali?
Come ho detto, il mondo della comunicazione del vino si sta evolvendo e con esso dobbiamo evolverci anche noi. La AWC è una risorsa per i professionisti della comunicazione, affinchè possano interagire con i loro pari, aggiornarsi sui nuovi trend, sulle best practices, e in generale reperire delle informazioni di interesse.

Sulla barra laterale del nuovo sito ci sono dei link ad alcuni social media: Facebook, Linkedin, Twitter e Ustream. Come li utilizzate?
Utilizziamo Facebook e Twitter per condividere news sulla AWC e sul mondo della comunicazione del vino in genere. Li utilizziamo anche come canale di comunicazione informale con i membri. Mentre tutti possono visualizzare la pagina fan di Facebook e Twitter, il LinkedIn Group è uno strumento più orientato ai membri: puoi entrare a farne parte solo inviando una richiesta all’amministratore. Inoltre, è nostra intenzione trasmettere live i video degli eventi futuri della AWC così che tutti possano vederli. Utilizziamo Ustream per questo.

Utilizzerete anche servizi come Pitchengine per le vostre social media press release?
Sì. Infatti, ogni annuncio pubblico che abbiamo fatto quest’anno lo abbiamo fatto via Pitchengine. Puoi vedere l’ultima nostra Social Media Press Release cliccando qui.

Sarete presenti anche in Europa?
Mi piacerebbe. Sarebbe interessante vedere la AWC in tutto il mondo. Affinchè accada ciò dovremmo però raggiungere una certa massa critica di membri. Al momento ne abbiamo 100. Ci servirebbe anche una persona locale per mobilitare e organizzare i membri in loco. Mi farebbe piacere parlarne con chi fosse interessato [qualcuno interessato?].

Consigliami una bottiglia da bere mentre traduco questa intervista per la mia audience italiana.
Berlucchi Franciacorta Brut 25

Spunti interessanti, verò?

Chi è Michael Wangbickler
Michael Wangbickler, oltre che Executive Director della AWC, lo trovi anche su Caveman Wines, un blog da seguire. Lavora nel settore del marketing, della comunicazione e delle PR da 16 anni, nella California del nord. Ha il Diploma in Wine & Spirits della Wine and Spirits Education Trust (WSET), il Sommelier Certificate della Court of Master Sommeliers ed è anche un Certified Wine Educator. Attualmente è il PR account manager presso la Balzac Communications and Marketing nella Napa, California.

VinoPR, la prima internet marketing company per il settore del vino italiano

fabio | settembre 11th, 2009 | 7 Comments »

Come avete notato da un po’ di giorni, il sito internet di VinoPR (questo) è cambiato. E’ un sito molto più facile da capire e navigare rispetto a quello che era prima. Mette in risalto i servizi di internet marketing che propone. E, soprattutto, ha quel tocco di freschezza che ci voleva, come ha detto qualcuno in una discussione che ho aperto sul mio account personale di Facebook

La rivisitazione del sito tutto è dovuta principalmente al fatto che stiamo ricevendo diverse richieste di delucidazioni su cosa può significare fare internet marketing nel settore del vino. In alcuni casi ci troviamo degli interlocutori che già sanno qualcosa, in altri casi no. Abbiamo voluto riassumere le potenzialità dell’internet marketing in un motto abbastanza semplice:

il nostro obiettivo finale: incrementare i contatti con la tua azienda, trasformandoli in maggiori vendite.

Con internet un’azienda vinicola può aumentare i suoi contatti con gli utenti (consumatori passati, presenti e potenziali), attraverso l’utilizzo di alcuni strumenti e di alcune strategie. Con un buon lavoro, poi, è possibile trasformare parte di questi contatti in contratti, quindi in maggiori vendite. E’ questo il succo della nostra proposta di servizi che riassumo brevemente.

Partiamo dal blog, quello che è uno strumento che permette di conversare con gli utenti presentando dei contenuti aziendali validi, oltre che fare una mirata scelta di parole chiave per le quali si vuole essere trovati nei vari motori di ricerca. Passiamo per i social media, tutti gli strumenti di comunicazione, interazione, partecipazione, condivisione e networking online come Facebook, Twitter, Youtube e Flickr. Ci spostiamo poi all’Email Marketing (creazioni di newsletter e Direct Email Marketing) e al SEM, il Search Engine Marketing, per il quale offriamo essenzialmente dei servizi come la SEO (Search Engine Optimization) e Pay-per click.

L’aspetto più interessante è l’analisi e il monitoraggio costante che effettuiamo di ogni campagna di internet marketing che realizziamo. Su internet, praticamente, è possibile monitorare quasi tutto: dalla propria fan page su Facebook agli accessi al proprio blog (da dove vengono i tuoi utenti? che cosa fanno? quanto tempo rimangono sul tuo blog/sito internet? …), dall’evoluzione del proprio brand su Twitter ai dati sulla validità dell’ultima newsletter.

Penso si tratti di servizi innovativi per il settore del wine business, a voi i commenti per dire che cosa ne pensate.