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10 cose che i social media non possono comunque fare nel settore del vino

fabio | novembre 4th, 2009 | 7 Comments »

Caduta_alberiSebbene io sia uno che crede che i social media e internet in generale stiano cambiando il modo di fare attività imprenditoriale nel settore del vino (e in tutti gli aspetti delle nostre vite), tuttavia ci sono alcuni punti che vorrei mettere in luce in questo post: i social media non sono tutto, non sono la salvezza per districarsi nel business del vino nel futuro prossimo. Sono una parte (strategica, di strumenti, tecnica) per fare marketing del vino, PR del vino e vendita di vino. Una parte della quale, in un futuro prossimo, non se ne potrà fare a meno in azienda.

Questo post 10 Things Social Media Can’t Do, che è stato RT (retwettato) centinaia di volte, mette in evidenza le 10 cose che i social media non possono fare, cose che condivido più o meno anche io.

  1. 1) Sostituire una strategia di marketing. Una campagna su Twitter o un profilo Facebook per annunciare le migliori offerte settimanali della tua azienda non sono una strategia di marketing. Sono una parte della strategia complessiva, aggiungo io.
  2. 2) Avere successo se non si è capaci di entrare in relazione col cliente. I social media richiedono disponibilità ad ascoltare i clienti, a entrare in relazione personale con loro, a fare cambiamenti in base ai feedback che forniscono.
  3. 3) Essere visti come un progetto a breve termine. I social media comportano un impegno di innovazione e sperimentazione a lungo termine, direi un progetto di vita. I social media non sono un spot pubblicitario di 15 secondi che ruota in televisione per un paio di settimane e basta.
  4. 4) Produrre in fretta risultati significativi e misurabili. Come le PR, il marketing basato sui social media spesso produce i risultati migliori dal secondo e terzo anno in poi, non prima. Sei d’accordo?
  5. 5) Essere “fatti in casa”. Una campagna di social media va integrata in un piano di marketing più ampio e complesso, che include la pubblicità e le PR. Oggi i migliori esperti di social media hanno almeno 10 anni di esperienza fra forum, blog, e altri ambienti di interazione e produzione di user generated content sul web. Io non ho 10 anni di esperienza alle spalle, tuttavia …
  6. 6) Rinfrescare velocemente l’immagine o riparare la reputazione danneggiata di un’azienda. I social media producono risultati veloci solo nel caso di aziende che sono già note e solide fuori da Internet. Una delle problematiche principali del settore del vino italiano, invece, è l’eccessiva parcellizzazione: migliaia di micro aziende vinicole, pochi brand conosciuti e famosi. Ecco perchè non può essere un progetto a breve termine (punto 3).
  7. 7) Essere realizzati senza un budget realistico. Costruire un sito che comprenda interattività, user generated content e magari e-commerce, costa denaro, tempo e risorse, anche se si usano strumenti in parte gratuiti (come WordPress), che vanno comunque integrati in un sito complesso e nelle altre attività di marketing dell’azienda. Chiedo a Max per maggiori info.
  8. 8 ) Garantire vendite o influenza. Dopo aver costruito un ambiente di social networking, bisogna sapere come attirare visite e attenzione su quell’ambiente. Aggiungo io: devi programmare tutto prima, strategia ben chiara già dall’inizio.
  9. 9) Essere realizzati da “ragazzini” che conoscono i social media in quanto nativi digitali. Le aziende che cercano di costruire social media senza consulenti esperti sprecano tempo, denaro e reputazione.
  10. 10) Sostituire le PR. Per quanto siano meravigliosi il tuo blog o la tua strategia su Twitter, avrai comunque bisogno di farti conoscere. O finirai come un albero che cade nella foresta e nessuno lo sente (capito il senso della foto di apertura del post?). Questo aspetto è interessantissimo, secondo me. Uno spunto di riflessione per quelle aziende vinicole che hanno già uffici marketing e PR con i quali possono integrare le loro attività di social media e diffondere i loro contenuti/messaggi/prodotti in maniera ancora più forte.

L’idea di riprendere e adattare questo elenco mi è venuta leggendo questo post in italiano. Capire ciò che non si può fare (soltanto) con i social media è fondamentale prima di avviare una campagna marketing su internet. Hai altri spunti?

Foto | DavidMXG

Modello di strategia social media per le aziende vinicole

fabio | settembre 28th, 2009 | 3 Comments »

schema_strategia_social_media

Sono una persona che senza modelli, mappe, idee chiare non si muove facilmente. Ross Dawson, il fondatore di Advanced Human Technologies, ha pubblicato un modello di strategia sui social media. Il modello che vedi sopra vale in generale, per cui anche per gli attori del wine business. Te lo spiego in poche parole.

Si parte dal nodo IMPARA, la fase preliminare per un corretto utilizzo dei social media. E’ la fase che io chiamo Formazione e che in realtà consiste nel farsi un’idea di che cosa sono i social media, di case studies, di trend.

Sviluppo della Strategia
Si desiniscono le PRIORITA’ TRA GLI OBIETTIVI: che cosa voglio ottenere dalla mia presenza nei social media? Migliorare la partecipazione del mio cliente? Potenziare la gestione del mio marchio sul vino? Significa lavorare, poi, con AUTORITA’: porre delle regole di azione ben precise, delle policy di comportamento, individuare opportunità e rischi, … Una volta che hai le idee chiare, DEFINISCI LE ATTIVITA‘: cosa faccio all’inizio? E successivamente? Quali sono le piattaforme che utilizzerò? Facebook? Twitter? Blog? Quali sono i tempi?

Engagement
Il lato del rapporto tuo consumatore – tuo brand (vini, servizi, regione, …) si sviluppa parallelamente alla Strategia precedente. Prima ASCOLTA: che cosa si dice di te e della tua area di mercato? Quali sono le comunità di riferimento? E gli influenti? Quali mezzi utilizzerò per monitorare i social media? La fase dell’ascolto è preliminare alla tua PARTECIPAZIONE AL CONFRONTO: intervieni nella conversazione, metti a disposizione contenuti rilevanti che possano aggiungere valore alla comunità, sii vivo e attivo nelle conversazioni che ti riguardano. Quindi, VALUTA E AFFINA: misura i risultati.

Come vedi, il social media marketing, perchè di questo si tratta in fondo, non è poi tanto diverso dal marketing tradizionale, in sostanza: agisci con un obiettivo e alla fine valuti il suo raggiungimento o meno. E’ diverso semmai come viene attuato (strumenti diversi, regole diverse, …). Internet è diventato user friendly, cioè relativamente facile da utilizzare. Chiunque può aprire un blog in pochi passi, gestire una pagina Facebook è semplice, …

Apparentemente. Così come i consumatori hanno dato libero sfogo alle loro idee grazie alla facilità di utilizzo degli strumenti internet, ho l’impressione che lo stesso stia accadendo con diversi produttori di vino: aprono blog, pagine Facebook, profili Facebook, account Twitter perchè è davvero semplicissimo. Ma con quale modello di strategia?

Per scaricare lo schema di strategia social media in formato pdf clicca qui

Come utilizzare i social media negli eventi sul vino, il caso Rossese Style

fabio | settembre 16th, 2009 | 1 Comment »

Il 25 luglio 2009 ho avuto il piacere di organizzare l’evento Rossese Style insieme a Massimo Sacco di VinoGlocal, il comune di Bajardo (IM) e la Comunità Montana Intemelia. E’ stata la prima degustazione alla cieca sul Rossese di Dolceacqua. Abbiamo cercato fin da subito di utilizzare oltre ai canali di comunicazione tradizionali anche quelli online: i social media. Quello che hai appena visto è un esempio di contenuto di qualità reso pubblico su Youtube.

Già nella fase di invito abbiamo optato per una piccola percentuale di blogger del vino (l’elenco dei partecipanti è qui). Abbiamo fatto, in sostanza, un esperimento: coinvolgere anche il mondo internet, in maniera molto soft, tenendo presente anche il budget che avevamo a disposizione. Di questo aspetto me ne sono occupato io. Sarebbe il caso di vedere alcuni risultati ottenuti?

LINK: Quanti hanno parlato di Rossese Style?
Innanzitutto, se cerchiamo su Google “Rossese Style”, vengono fuori 2790 risultati. Di questi, quelli rilevanti sono 117: tutti questi riportano il nome dell’evento Rossese Style. Nella prima pagina che fornisce il motore di ricerca, si colloca al primo posto il sito VinoGlocal che ha organizzato l’evento e ne ha raccontato passo passo cosa è successo. Poi ritroviamo ImperiaNews, Intravino, Vinix, Flickr, Riviera24, GamberoRosso, Youtube, Wikio, Twitter, Sommelier.it, Friendfeed, Liquida, Blog.Dolceacqua, … la ricerca andrebbe fatta anche sugli altri motori di ricerca per comprendere meglio cosa emerge. Ma, in generale, posso dire che l’evento è stato trattato dai più importanti luoghi di discussione del vino online. Non voglio fare un’analisi qualitativamente, non qui. Di seguito i link con i vari resoconti:

VinoGlocal | abbiamo raccontato praticamente tutto, clicca qui
Intravino | Rossese Style. L’aria rarefatta delle alte vette
Associazione Italiana Sommelier | Dolceacqua: piccola grande Doc per palati raffinati. Una bella degustazione a Baiardo
TheWineBlog.net | La Compagnia del Rossese
Gambero Rosso Forum | Rossese Style
MySobry | I vini Liguri di ponente
Vino al Vino | Istruzioni d’uso per apprezzare la New Wave del Rossese di Dolceacqua + altri
Association Des Sommeliers D’Europe | Degustation de Rossese di Dolceacqua

Set Fotografici
Vinix | Rossese Style
Flickr | Qui, qui e qui

Video
Tutti i video li trovi cliccando qui

Altri link a siti locali che hanno pubblicato la notizia dell’evento (non social media)
Riviera24 | Sabato 25 luglio prima edizione del “Rossese Style” a Bajardo
Blog.dolceacqua.eu | Bajardo… alla scoperta del Rossese
Sanremonews.it | Tutti gli appuntamenti del weekend in Riviera e Côte d’Azur

Numeri | Quanti hanno visto cosa?
Numeri accertabili non ne posso avere per dire, ad esempio, quanti hanno letto un determinato articolo. Tuttavia, posso darvi alcuni numeri relativi ai video e alle fotografie che abbiamo caricato rispettivamente su Youtube e su Flickr.

Flickr
Numero di fotografie: 39
Numero di Visualizzazioni: 682
Non sto tenendo in considerazione il set fotografico caricato su Vinix non da noi.

Youtube
Numero di video: 22
Numero di visualizzazioni: 1196

RISULTATI
In sostanza, è stato un esperimento che ha dato questi risultati:
1. La blogosfera del vino ha discusso di Rossese Style. Attraverso alcuni dei wine blogger più influenti e nei luoghi di conversazione sul vino più importanti: forum e blog. Ovviamente, non tutti ne hanno parlato, avremmo dovuto fare un’azione completamente diversa.
2. I video rendono più delle fotografie. Come puoi vedere dai dati precedenti, meno video sono stati visti più volte delle fotografie che erano in numero maggiore. Il che significa che Youtube viene considerato come un vero e proprio motore di ricerca per contenuti più di Flickr.
3. Feedback. Noi ci siamo aperti, abbiamo voluto coinvolgere le persone che hanno preso parte, abbiamo voluto raccontare l’evento passo passo con ogni mezzo: testo, foto e video. Lo abbiamo rilanciato nei nostri social media (Twitter e facebook in primis). Tutto ciò ci ha permesso di avere dei feedback enormi, che sono andati al di là delle nostre aspettative: sulla location, sulla modalità della degustazione, sui tempi, … Il che è fonte preziosa per la prossima edizione (se la organizzeremo nuovamente) che non potrà che migliorare.
4. Parola chiave che ci interessava. La parola chiave che ci interessava era “Rossese di Dolceacqua” oltre che “Rossese Style”. Se cerchi su Flickr “rossese di dolceacqua” appaiono le nostre foto. Se cerchi su Youtube “rossese di dolceacqua” appaiono i nostri video. Se cerchi su Google “rossese di dolceacqua” appare un solo articolo relativo a Rossese Style nei primi 10 posti (qui bisogna migliorare, lavorare di più, fare un’azione di SEM più incisiva).
5. Presenza in spazi in cui prima il Rossese di Dolceacqua non era presente. Mi riferisco a Youtube e Flickr, adesso è pieno di immagini e video.

Tenendo presente che abbiamo lavorato davvero soft, che cosa ne pensi di questi risultati?