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nov 04

Vitigno Brachetto

Il vitigno brachetto è prettamente piemontese, a bacca rossa chiara, coltivata principalmente nella zona di Acqui Terme, in provincia di Alessandria.

Le sue origini non sono del tutto chiare ma sembra legittimo ritenerlo diffuso in origine nelle stesse zone, tra le attuali province di Asti ed Alessandria sui colli astigiani e monferrini.

Sembra avere diffusione già in epoca romana, quando Plinio espone un “ninum Aquense” dolce e aromatico. Tuttavia per avere una descrizione certa del vitigno dobbiamo attendere addirittura la fine dell’Ottocento con le descrizioni del Di Rovasenda nella sua opera sulle varietà.

Il vitigno brachetto non va confuso con il Braquet francese, che è un’altra antica varietà provenzale nei pressi di Nizza. Molto diffuso fino all’Ottocento, in seguito la sua diffusione quasi si azzerò a seguito della fillossera. Ricomparve in modo deciso soltanto alla fine degli Anni Settanta del Novecento.

Fu merito di Arturo Bersano, brillante produttore vinicolo, l’idea di dare al Brachetto una varietà Spumante con sistema Charmat: da allora il brachetto tornò ad essere coltivato in grandi distese. Oggi la Doc Piemonte Brachetto copre un’area di ben 89 comuni a cavallo tra Asti, Alessandria e Cuneo.

Il grappolo è di dimensione medio-piccole con buccia consistente. La maturazione dell’uva è precoce e avviene entro le prime due decadi di settembre. Va coltivata con attenzione perché è molto sensibile alle infezioni virali.

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