Il vitigno Lacrima viene coltivato attualmente soprattutto in provincia di Ancona, più precisamente nelle campagne attorno a Morro d’Alba. In passato sembra che questo vitigno fosse diffuso anche nel resto delle Marche, in Campania, Umbria e Puglia. Nei secoli la sua presenza è regredita alla zona di Morro d’Alba. Per questo motivo ha anche rischiato l’estinzione negli scorsi decenni, fino a quando negli Anni Ottanta è stato tutelato con moderne coltivazioni e con la denominazione d’origine.  È conosciuto anche con il nome di Lacrima Nera o di Lacrima di Morro d’Alba. Piccole quantità di questo vitigno sono inoltre coltivate in Romagna, Toscana e Puglia.

Dalle ricerche genetiche di recente attuazione, sembra che sia una derivazione dell’Aleatico.

Il nome è legato alla maturazione della buccia. Quando avviene, la buccia degli acini si rompe con facilità lasciando colare gocce di succo, idealmente simili alle lacrime.

La pianta ha un grappolo alato di media grandezza. Va coltivata con attenzione perché è piuttosto sensibile agli attacchi da parte di parassiti vegetali ed animali. Le condizioni ottimali di coltivazione prevedono terreni argillosi ricchi di minerali, con buona ventilazione ed esposizione ai raggi del sole. Gli acini sono di colore nero-blu con buccia piuttosto consistente. Giunge a maturazione attorno alla seconda metà di settembre.

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