Il Sangiovese è tra i vitigni più diffusi nel territorio italiano occupando circa l’11% dei vigneti nazionali, la metà dei quali appartengono alla regione Toscana, e dà vita a un gran numero di vini tra i più prestigiosi come il Rosso di Montepulciano, il Sangiovese di Romagna, il Chianti e molti altri, per un totale di oltre cento vini Doc e quattro Docg: Chianti, Brunello di Montalcino, Carmignano, Vino Nobile di Montepulciano.

Si estende per lo più nelle regioni del Sud Italia mentre al Nord ha una presenza sporadica.

Il nome di questo vitigno deriva dalla fusione delle parole sanguis Jovis, vale a dire “Sangue di Giove”, a rimarcarne il colore e una immaginaria origine divina dovuta alla bontà delle sue uve.

Le prime notizie  certe del Sangiovese  si hanno a partire dal Cinquecento, con la descrizione di un vitigno chiamato Sangioveto scritta da Gianvettorio Soderini nel 1590. Nel Seicento lo si ritrova in una tela di Bartolomeo Bimbi e nel Settecento viene descritto da Tinci con il nome di San Zoveto.  L’origine è divisa tra i territori di Toscana e Romagna.

Esistono molte varietà di Sangiovese che hanno generato anche confusione durante l’Ottocento, fino a che l’Istituto Sperimentale per la Viticoltura di Conegliano ha stabilito una distinzione data da due grandi gruppi: il Sangiovese Piccolo ed il Sangiovese Grosso, la cui differenziazione è data dalla dimensione dell’acino.  All’interno dei due macrogruppi sono state inserite le differenti varietà di Sangiovese: al Sangiovese Piccolo appartengono ad esempio il Sangiovese Piccolo di Montalcino ed il Morellino di Scansano; al Sangiovese Grosso fanno capo tra gli altri il Brunello, il Sangiovese Romagnolo, il Sangiovese Marchigiano.

Pur considerandone le ampie varietà, si può dire che il periodo migliore per la vendemmia è compreso tra l’ultima decade di settembre e la prima decade di ottobre.

 

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