Coltivare con cura la pianta non è la sola cosa importante per ottenere ottima uva, ma una fase molto importante è anche quella della preparazione del terreno su cui saranno collocate le piante, tanto da influenzare notevolmente le rese successive. 
La preparazione del terreno prevede più fasi. Per prima cosa è necessario livellarlo, creare dei canali di scolo per l’acqua ed eseguire il cosiddetto “scasso”, un’aratura profonda che favorisce la penetrazione delle radici. Bisogna assicurarsi che non siano presenti dei tralci che toccano terra perché in tal caso metterebbero radici e in pochi anni le viti dipenderebbero non dall’innesto ma da quelle che si sono rigenerate dalla pianta dal tralcio a terra. È di vitale importanza evitare una situazione di questo tipo per non concedere la vite a frequenti attacchi da parte della fillossera e alla produzione di frutti ibridi impuri.
Il successivo sistema di allevamento della pianta ne
determinerà le dimensioni, l’altezza e la forma. A seconda delle necessità, si può stimolare la vite a crescere verso l’alto se si vuole evitare il gelo del terreno, oppure verso il basso per sfruttare – al contrario – il calore riflesso di notte da un terreno particolarmente sassoso. Tra i filari è necessario mantenere uno spazio minimo in modo che le viti possano ricevere luce a sufficienza ed evitare così situazioni di umidità.
Esistono centinaia di modalità differenti per allevare la vite, con ulteriori varianti locali, ognuna con vantaggi e svantaggi, a seconda del tipo di territorio in cui si coltiva. Per prendere visione nei dettagli di tutti questi metodi, si rimanda ad una letteratura specifica.