2 persone che bevono vino

Il vino dealcolato sta rapidamente diventando uno dei temi più discussi nel panorama vinicolo contemporaneo. Tuttavia, l’argomento non è accolto con favore da tutti, specialmente dai puristi del settore, che vedono questa novità come un fenomeno transitorio destinato a non prendere piede in un Paese dove la tradizione vinicola “classica” è profondamente radicata.

E se il vino dealcolato fosse un’innovazione capace di aprire nuove possibilità di consumo? Le bevande a basso contenuto alcolico stanno guadagnando sempre più terreno, soprattutto all’estero, dove molte giovani generazioni considerano il vino dealcolato come un primo passo verso il mondo del vino. Dal punto di vista produttivo, questa tendenza potrebbe rappresentare un nuovo mercato in espansione.

Per approfondire la questione, scopriamo cos’è il vino dealcolato, come viene prodotto e i vantaggi che può portare ai consumatori.

Cos’è il vino dealcolato?

Iniziamo col dire che il vino senza alcool è molto più di una semplice alternativa per chi evita l’alcool. Si tratta di un’opzione analcolica, ottenuta da mosto d’uva vinificato, che poi subisce un processo di dealcolizzazione. Ma cosa significa esattamente “dealcolizzare”?

La dealcolizzazione è un procedimento che consente di eliminare l’alcool da qualsiasi bevanda alcolica, inclusi i vini. Può avvenire attraverso la distillazione o l’osmosi, due tecniche sofisticate che richiedono condizioni di temperatura e pressione estremamente precise. L’obiettivo è mantenere intatte le caratteristiche organolettiche del vino, garantendo una bevanda priva di alcool ma ricca di aroma e sapore.

Quando parliamo di vino dealcolato, ci riferiamo a un prodotto che potrebbe subire una parziale dealcolizzazione, riducendo la sua gradazione alcolica, o essere completamente privato di alcool, ottenendo percentuali che vanno dallo 0,5% allo 0,0% in volume di alcool. Questa varietà di opzioni fa sì che il vino senza alcool rientri nella categoria delle bevande analcoliche, offrendo una gamma di scelte per soddisfare diverse esigenze e gusti.

Indipendentemente da come lo chiamiamo – vino senza alcool, vino dealcolato, vino dealcolizzato o vino analcolico – questo prodotto non presenta praticamente controindicazioni, tranne per i pazienti diabetici che potrebbero essere intolleranti agli zuccheri dell’uva.

Vino dealcolato: cosa dice la normativa

In Italia, affinché un prodotto possa essere denominato “vino”, deve presentare una percentuale di alcol di almeno il 9%, con alcune eccezioni legate a denominazioni specifiche. Il vino dealcolato, o dealcolizzato, come definito dalla Direttiva Europea 2021/2117, ha un tenore alcolico non superiore al 0,5% vol., mentre il “vino parzialmente dealcolizzato” ha un tenore alcolico compreso tra lo 0,5% e il 9%.

La direttiva dell’UE stabilisce le norme e gli standard per la produzione e la commercializzazione dei vini dealcolati nell’Unione Europea, al fine di proteggere i consumatori attraverso standard produttivi sicuri e trasparenti ed etichette chiare (leggi qui come leggere l’etichetta di un vino) che consentano loro di conoscere ciò che stanno acquistando e consumando.

È importante distinguere queste bevande dai prodotti che, pur cercando di richiamare i sapori del vino, sono fermentati da materie prime completamente diverse. In questi casi, la presenza di alcol, seppur minima, è dovuta alla fermentazione degli zuccheri.

Quali sono i vantaggi del vino dealcolato?

In ogni caso, i vini dealcolati offrono un’alternativa valida alle bevande analcoliche tradizionali, come le bibite gassate e le bevande gassate, per soddisfare le esigenze di coloro che non possono o non vogliono consumare alcol, per motivi fisici, culturali o personali, come i giovani, le donne in gravidanza, i conducenti o coloro che scelgono di astenersi.

L’obiettivo è quello di creare alternative conviviali con gusti diversi che, come i vini, possono essere apprezzate durante i pasti e abbinate a piatti vari. Il principale vantaggio per coloro che sono abituati a consumare bevande alcoliche tradizionali è l’assenza o la riduzione significativa di alcol, portando benefici per la salute e una potenziale riduzione degli incidenti stradali. Tuttavia, la produzione di queste bevande potrebbe essere ostacolata dalla tradizione vinicola, poiché tradizionalmente i vini di qualità dovrebbero essere prodotti solo con ingredienti naturali attraverso la semplice fermentazione alcolica senza aggiunte, cosa non possibile per i vini dealcolati.