05enologo che prende il vino da una barrique per assaggiarlo

La fermentazione malolattica, spesso conosciuta come “fermentazione secondaria” o abbreviata in “FML,” è uno dei concetti più enigmatici per chi si avvicina al mondo del vino. In questo articolo, faremo chiarezza su cosa sia esattamente, esaminandone il significato, le caratteristiche chiave e le condizioni ideali per la sua attivazione. Esploreremo anche le differenze cruciali tra la fermentazione alcolica e la fermentazione malolattica, oltre a considerare i rischi e i problemi potenziali associati a quest’ultima.

Significato della fermentazione malolattica

La fermentazione malolattica è un processo enzimatico nel quale l’acido malico presente nel vino viene trasformato in acido lattico. Questo processo avviene dopo la fermentazione alcolica primaria ed è fondamentale per garantire la stabilità biologica del vino.

Caratteristiche della fermentazione malolattica

Durante la fermentazione alcolica primaria, lieviti e microrganismi trasformano gli zuccheri in alcol e anidride carbonica. Il vino risultante è biologicamente instabile, suscettibile ad alterazioni dovute a batteri. La fermentazione malolattica interviene per degradare l’acido malico, rendendo il vino meno pungente e più stabile, migliorandone la morbidezza e la complessità aromatica. Questo processo è particolarmente utilizzato nella produzione di vini rossi e bianchi morbidi e complessi.

Quando si svolge la fermentazione malolattica

Come abbiamo detto, la fermentazione detta “secondaria” avviene dopo la fermentazione alcolica primaria, ma non è obbligatoria. Infatti, non viene utilizzata nella produzione di vini bianchi giovani e freschi, in modo da preservarne la freschezza, gli aromi fruttati e la tipica acidità.

Differenze tra fermentazione alcolica e fermentazione malolattica

La fermentazione alcolica e la fermentazione malolattica sono due processi chiave nella produzione del vino, ma hanno obiettivi e impatti distinti:

  • Fermentazione alcolica (Primaria): Questa è la prima fase della produzione del vino in cui i lieviti trasformano gli zuccheri presenti nell’uva in alcol etilico e anidride carbonica. Durante questa fase, il vino diventa alcolicamente stabile, ma può essere biologicamente instabile a causa della presenza di batteri indesiderati.
  • Fermentazione malolattica (FML): Si tratta di una fase successiva alla fermentazione alcolica, durante la quale i batteri lattici degradano l’acido malico in acido lattico. Questo processo mira a migliorare la stabilità biologica del vino, rendendolo meno suscettibile ad alterazioni e migliorando la sua struttura e complessità aromatica.

Condizioni ideali e rischi  della fermentazione malolattica

enologo che degusta un calice di vino preso da una barrique

Perché la fermentazione malolattica si attivi in maniera spontanea, sono necessarie condizioni specifiche riguardanti la temperatura, il pH, la presenza di anidride solforosa e il livello di alcol etilico nel vino.

  • La temperatura dell’ambiente deve essere compresa tra i 18°C e i 20°C.
  • Il pH del vino deve essere compreso tra 3,4 e 4.
  • L’anidride solforosa presente deve essere inferiore ai 5mg/l.
  • L’alcol etilico deve essere inferiore al 15%.

Rischi e problemi potenziali della fermentazione malolattica

Nonostante i suoi benefici, ci sono anche rischi e problemi potenziali che i produttori di vino devono affrontare:

  • Instabilità microbiologica: Se non viene gestita correttamente, possono verificarsi problemi di instabilità microbiologica. Batteri indesiderati potrebbero proliferare, causando difetti nel vino, come l’odore di aceto o il deterioramento del sapore.
  • Cattivo controllo della temperatura: Un controllo inadeguato della temperatura può influire negativamente su questo tipo di fermentazione. Temperature troppo basse possono rallentare il processo, mentre temperature troppo elevate possono produrre aromi indesiderati nel vino.
  • Presenza di anidride solforosa: Se il livello di anidride solforosa nel vino è troppo elevato, potrebbe inibire l’attività dei batteri lattici coinvolti nella fermentazione. Di conseguenza, è essenziale monitorare attentamente la quantità di solforosa presente.
  • Qualità dell’uva: La qualità dell’uva utilizzata influisce sulla riuscita della fermentazione malolattica. Uve non sanitarie o in stato di avanzata maturazione potrebbero compromettere il processo.

Per mitigare questi rischi, gli enologi adottano pratiche di controllo rigorose e monitorano attentamente il processo. Questo assicura che il vino mantenga la sua qualità e integrità durante il processo.

Conclusione

La fermentazione malolattica è fondamentale per migliorare la qualità e la stabilità biologica del vino. Questo processo contribuisce a ridurre l’acidità, aumentare la morbidezza e arricchire la complessità aromatica del vino, rendendolo adatto per vini rossi e bianchi morbidi e complessi. Ora, il termine “fermentazione malolattica” dovrebbe essere meno enigmatico, e dovresti essere in grado di apprezzarne l’importanza nella produzione di vini di alta qualità.