Ciascuno di noi ha, almeno una volta, sentito parlare del vino Novello. Ma quanti di noi conoscono veramente questa tipologia di vino? Come si produce e qual è l’elemento distintivo che lo separa dagli altri vini? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande approfondendo la sua lavorazione, le caratteristiche tipiche e gli abbinamenti. Iniziamo!
Origine del vino Novello e la macerazione carbonica
Il vino Novello, in realtà, è una sorta di imitazione del vino francese Beaujolais Nouveau. La sua caratteristica principale è la tecnica di vinificazione particolare utilizzata per crearlo, conosciuta come macerazione carbonica.
Questa tecnica è stata scoperta per caso negli anni ’30 in Francia, mentre si cercava un metodo per la conservazione dell’uva. Essa coinvolge l’introduzione di grappoli d’uva interi, per un periodo relativamente breve, in un contenitore ermeticamente chiuso dove viene aggiunta anidride carbonica.
A causa della mancanza di ossigeno, avviene una fermentazione alcolica all’interno delle cellule dell’uva. Durante questo processo di macerazione, che dura almeno 10 giorni a una temperatura di circa 30°C, l’alcol estrae il colore e le principali sostanze aromatiche dalla buccia dell’uva, mentre il tannino viene estratto in quantità limitata. Solo alla fine, l’uva viene pigiata e l’eventuale residuo zuccherino viene trasformato in alcol attraverso un processo di vinificazione tradizionale. L’intero processo di produzione del Novello richiede poco più di un mese, dopodiché questo vino rosso è pronto per essere gustato!
Come si fa il Vino Novello
Tutte le fasi della produzione del Vino Novello sono concentrate in un breve lasso di tempo. Dalla vendemmia, che si svolge in settembre, le uve sono prontamente trasferite in contenitori d’acciaio. Qui, la macerazione carbonica agisce in modo rapido, richiedendo da una settimana a massimo venti giorni. Arriviamo quindi a ottobre, quando avviene l’imbottigliamento del Vino Novello.
La legge, tuttavia, stabilisce che il Novello non può essere commercializzato prima del 30 ottobre, anche se è stato imbottigliato in precedenza, sia per coloro che vendemmiano in anticipo sia per coloro che optano per una macerazione carbonica particolarmente breve.
Caratteristiche tipiche del Vino Novello
Il Vino Novello è un’opzione ideale per gli appassionati di un vino leggero e facilmente bevibile, ricco di profumi. Queste sue peculiarità sono ampiamente influenzate dalla tecnica di produzione basata sulla macerazione carbonica. A causa dei tempi brevi di produzione, il Novello non ha l’opportunità di sviluppare una struttura robusta o una grande corposità, ma enfatizza notevolmente l’esperienza olfattiva, riportando in primo piano gli aromi e i profumi.
Il Vino Novello ha una gradazione alcolica minima del 11% ed è disponibile sia nella versione tranquilla che frizzante. Si presenta con un colore rosso rubino caratterizzato da riflessi violacei. Al naso, emergono chiaramente le note fruttate, con predominanza di fragola, lampone e ciliegia tra i profumi predominanti. Dal punto di vista gustativo, il suo profilo varia a seconda delle varietà di uva utilizzate, ma in generale, il Vino Novello si distingue per il suo sapore morbido, fresco e fragrante.
Degustazione e abbinamenti: Vino Novello, castagne e non solo
Per quanto riguarda la degustazione, il Vino Novello è tradizionalmente servito in un calice di dimensioni medie, alla temperatura di 10-14°C. Spesso, la sua degustazione è associata al giorno di San Martino, quando “ogni mosto diventa vino“. Gli abbinamenti culinari che si sposano bene con il Novello includono le caldarroste, i taglieri di salumi, i piatti a base di carne , il pesce in salsa rossa e persino i dolci a base di castagne!
Differenza tra vino novello e Beaujolais Nouveau
Come abbiamo detto all’inizio, il vino Novello è il cugino del vino francese Beaujolais Nouveau. Vediamo le differenze tra questi due vini.
In Italia, il vino Novello può essere prodotto in tutte le regioni utilizzando uve di vari vitigni, sia a bacca rossa che a bacca bianca, persino in blend. Il nostro regolamento consente l’uso della macerazione carbonica solo per il 30% delle uve, mentre il resto può seguire il processo di vinificazione tradizionale. Inoltre, è persino possibile incorporare il vino rimasto in cantina dall’anno precedente, fino al 55%, in attesa di essere commercializzato a partire dal 6 novembre.
D’altra parte, il Beaujolais Nouveau è soggetto a un regolamento molto più rigido, in quanto è riconosciuto come AOC Beaujolais, equivalente alla nostra DOC. L’area di produzione si estende su 1.600 chilometri quadrati a sud della Borgogna, tra le città di Macon e Lione, con una superficie vitata di oltre 20.000 ettari. Il vitigno originario della Borgogna utilizzato è il “Gamay Noir à Jus Blanc“, che viene utilizzato per produrre sia un vino con il metodo tradizionale, sia il Beaujolais Nouveau o en premier. Fino al 1985, la data di lancio del Nouveau era fissata al 15 novembre, ma successivamente è stata spostata all’attuale terzo giovedì di novembre. Ancora oggi, si attende con trepidazione questa data, tanto che quando arriva viene festeggiata con il celebre slogan “le Beaujolais Nouveau est arrivé!”
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Differenza tra vino novello e vino nuovo
C’è una distinzione netta tra il vino nuovo e il vino novello, e questa distinzione è legata alla macerazione carbonica, per il resto presentano alcune caratteristiche simili.
Il vino nuovo è un vino prodotto con la vinificazione “classica”. Esso rappresenta il risultato della vendemmia più recente ed è generalmente consumato fresco, sebbene possa anche essere sottoposto a invecchiamento, perdendo così la sua definizione di “nuovo”. Quando viene bevuto entro l’anno, si notano le caratteristiche accentuate della sua giovinezza, con una leggera spinta tannica e note aromatiche presenti ma non ancora completamente sviluppate. Questo vino, essendo estremamente giovane e fragrante, solitamente manca di struttura ma è considerato da molti facile da bere. Senza passare attraverso un processo di affinamento o invecchiamento, è destinato a essere consumato “subito”.
D’altra parte, il vino novello italiano deve essere necessariamente vinificato con la tecnica della Macerazione Carbonica. Anch’esso come il vino nuovo è un vino giovane, di facile beva che non può essere sottoposto a invecchiamento.

