Il Cerasuolo d’Abruzzo è la più recente DOC di questa regione verde e selvaggia, che può vantare un ricco patrimonio vitivinicolo. Il rosato più famoso d’Abruzzo è ottenuto dall’uva rossa Montepulciano, la varietà di punta della zona e una delle più estese d’Italia. Denominato Cerasuolo d’Abruzzo, la DOC esiste solo dal 2010; questi vini in precedenza rientravano nella DOC Montepulciano d’Abruzzo.
Come nasce il Cerasuolo d’Abruzzo DOC?
Cerasuolo fa riferimento al colore “rosso ciliegia pallido” del mosto, a cui questi vini devono la loro caratteristica tonalità ottenuta da una macerazione di 24 ore o meno. L’alto livello di antociani presenti nella buccia dell’uva Montepulciano conferisce al mosto colore e tannino in breve tempo.
Spesso maturato in acciaio per diversi mesi prima dell’imbottigliamento, il Cerasuolo d’Abruzzo ha un profilo fruttato con acidità vivace, determinata da una combinazione di sole, altitudine e fresche brezze di montagna.
Gli esemplari migliori hanno una struttura che si avvicina maggiormente ai vini rossi, mostrando tannini e aromi intensi di frutta rossa ma allo stesso tempo sorprendente freschezza. A differenza di molti rosati, questa composizione rende questi vini in grado di invecchiare per alcuni anni.
Il Carasuolo d’Abruzzo è indicato per gli amanti del vino che sono stufi degli infiniti rosati in stile provenzale, o che amano i rossi più leggeri come Schiava o Etna Rosso. Grazie al suo carattere intenso, tannico con una buona acidità, questo rosato è un ottimo accompagnamento in tavola.
Da dove proviene il Cerasuolo d’Abruzzo DOC?
Solo 970 ettari di vigneto sono dedicati alla produzione del vino rosato d’Abruzzo, in netto calo sia sul Montepulciano che sul Trebbiano d’Abruzzo DOC (9.600ha e 5.400ha rispettivamente).
Il Cerasuolo d’Abruzzo deve contenere un minimo dell’85% di Montepulciano, con altre varietà ammesse localmente ammesse per il restante 15%. In pratica molti sono 100% Montepulciano. I vini possono essere messi in commercio il 1° gennaio dell’anno successivo alla vendemmia.
Per produrre il vino Cerasuolo d’Abruzzo DOC le uve vengono fatte fermentare “in bianco” (vinificazione in bianco) , una tecnica di fermentazione effettuata senza le bucce. Ciò limita il periodo di fermentazione a relativamente poche ore. Si tratta di una tecnica antica che negli anni è stata diffusa nelle campagne abruzzesi ma si è evoluta nel tempo. Questa tecnica è importante in quanto riduce la pigmentazione rossa del vino conferendo al vino un bel colore cerasuolo.
Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC si caratterizza per la sua freschezza e l’eleganza del suo profumo che è gradevole, delicato, fruttato, intenso e delicatamente vinoso.
Il sapore di questo vino è morbido, asciutto, delicato, armonico e ha un retrogusto di mandorla.
Gli abbinamenti perfetti con il Cerasuolo d’Abruzzo DOC
Il Cerasuolo d’Abruzzo DOC si rivela un compagno eclettico in tavola, adattandosi a una vasta gamma di piatti e celebrando i sapori della cucina locale. Con la sua freschezza e la versatilità aromatica, il vino si presta a numerosi abbinamenti, creando esperienze culinarie indimenticabili.
Abbinamenti con diversi Piatti: Questo rosato si sposa con una serie di piatti, da antipasti a secondi leggeri e persino la pizza. La sua vivacità e il retrogusto di mandorla lo rendono un partner ideale per zuppe di pesce, primi piatti di pasta, arrosti delicati e formaggi delicati. La sua eleganza si armonizza perfettamente anche con piatti non troppo complessi, rendendolo perfetto per l’aperitivo.
Tradizione locale: Il Cerasuolo d’Abruzzo ha radici profonde nella tradizione culinaria locale. Si sposa splendidamente con piatti tipici dell’Abruzzo, come il brodetto pescarese, un piatto di pesce ricco e saporito. Inoltre, il vino si accompagna alla perfezione con prodotti del territorio, come la scamorza appassita, il pecorino e le mortadelle di Campotosto, evidenziando la sua affinità con i sapori regionali.
Aperitivo e temperatura di servizio: grazie alla sua freschezza e vivacità, il Cerasuolo d’Abruzzo è una scelta ideale per l’aperitivo. La sua acidità pulisce il palato e stimola l’appetito, preparando il palato per il pasto a venire. Per apprezzarne appieno i profumi e i sapori, si consiglia di servire il vino a una temperatura di 12-14 gradi, utilizzando calici bordolesi per catturare i dettagli aromatici.