Il Susumaniello è un vino che racchiude in sé la storia e la tradizione della Puglia, un vino che, nonostante le sue origini antiche, è stato riportato alla ribalta solo di recente, guadagnandosi un posto di riguardo tra i vini rossi italiani.
Conosciuto per la sua intensa colorazione e i suoi aroma fruttati, il Susumaniello è diventato un simbolo delle tradizioni enogastronomiche della regione e un’icona della sua cultura. In questo articolo ci addentreremo nella storia di questo vino, ne scopriremo le origini, le caratteristiche e le peculiarità, e scopriremo come e perché è diventato un vino tanto amato e apprezzato. Preparati a scoprire un mondo di sapori e tradizioni con il Susumaniello!
Le teorie dell’origine del Susumaniello
Il Susumaniello ha origini incerte, ma alcune teorie sostengono che sia originario della Dalmazia, aspetto che crea un punto in comune con la storia del Primitivo. Tuttavia, a differenza di quest’ultimo, è tipico dell’areale salentino. Nel 2008, alcuni ricercatori hanno condotto uno studio sul DNA del Sangiovese e della Garganega per indagare i legami di parentela con altre uve italiane.
I risultati della ricerca hanno stabilito legami di parentela tra il Susumaniello e altre uve italiane, evidenziando una relazione genitore-figlio tra il Sangiovese e il Susumaniello. Ciò rende meno probabile la teoria dell’origine Dalmata. Inoltre, il Susumaniello è coltivato solo in alcune aree della Puglia, principalmente nella provincia di Brindisi, il che suggerisce che si tratti di un vitigno tipicamente italiano, di cui essere orgogliosi.
Le caratteristiche del Susumaniello: il vino che “caricava i somari”
Il Susumaniello è un vitigno a bacca nera, ampiamente coltivato in Puglia, soprattutto nella provincia di Brindisi e inserito ufficialmente nel Catalogo nazionale varietà di vite dal 1974. Il suo nome deriva dalla sua elevata produttività, che una volta permetteva di “caricare il somaro” (Susumaniello in dialetto salentino). Tuttavia, con il passare degli anni, la produttività del Susumaniello è diminuita drasticamente, raggiungendo un massimo di 1-1,2 kg/ceppo al raggiungimento della maturità della pianta.
L’elevata produttività dei ceppi giovani e l’intenso colore dei suoi mosti hanno fatto sì che in passato il Susumaniello venisse utilizzato per la produzione di vini dolci acquistati da case vinicole del nord Italia. Tuttavia, con il declino della domanda per questi prodotti, l’interesse per il Susumaniello è diminuito. A causa dell’adozione di nuove tecniche di coltivazione, come il passaggio dal sistema dell’alberello alla spalliera, il Susumaniello è praticamente scomparso.
È anche vero che i suoi mosti concentrati e la sua acidità fissa ne hanno portato alla riscoperta: ciò ha permesso di ottenere grandi vini rossi sia in purezza e sia in blend con il Negroamaro e la Malvasia nera di Brindisi. Il Susumaniello richiede alcuni anni per raggiungere la sua piena espressione. In particolare, dopo circa 10 anni dall’impianto, le viti danno meno uva in quantità, ma le uve sono più ricche di elementi necessari per produrre vini importanti, strutturati e ricchi di aromi.
Come abbinare il Susumaniello?
I vini ottenuti dalle uve Susumaniello presentano un colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. La buona struttura alcolica si evidenzia dai begli archetti stretti e dalle lacrime lente che scendono lungo le pareti del bicchiere, simile a quella di un Brandy.
Al naso, i vini ottenuti dalle uve Susumaniello presentano aromi intensi e fruttati, con sentori caratteristici di frutti rossi come prugna, ribes, mirtilli, lampone. Possono anche avere note di spezie come pepe nero e coriandolo, che possono essere enfatizzate dall’uso di legno. Alcune note erbacee completano il ricco bouquet.
Il Susumaniello ha solitamente una freschezza acida gradevole al palato e un tannino fine. In generale, questo vino può essere descritto come armonico ed equilibrato, con buona persistenza e un finale duraturo.
Il Susumaniello è particolarmente adatto per accompagnare primi piatti conditi con saporiti sughi di carne, come quelli a base di maiale o agnello. In particolare, è ideale per accompagnare le interiora dell’agnello preparate in involtini e cotte alla brace, come gli gnommareddhi, se conosciuti.
Il Susumaniello, grazie alla sua struttura e al suo bouquet ricco di aromi fruttati e speziati, si abbina perfettamente con i piatti a base di carne, come ad esempio primi piatti conditi con sughi succulenti di maiale o agnello. In particolare, il vino si sposa alla perfezione con le interiora dell’agnello preparate in involtini e cotte alla brace, come gli gnommareddhi, se conosciuti.
